Il momento della scomparsa di un caro o un parente è un momento molto delicato. Ogni religione e ogni paese presentano delle differenze per quanto concerne la ritualità sia religiosa che civile. Alcune di queste tradizioni trovano origine in tempi piuttosto remoti ma sono ancora largamente praticate in alcune zone del mondo.
Tuttavia è possibile distinguere chiaramente le usanze tipicamente messe in atto nel nostro Paese rispetto a quelle di altri paesi europei o più lontani. Generalmente in Italia, il momento del decesso di un caro o di un conoscente e i giorni seguenti vengono vissuti con molta intimità e raccoglimento. Inoltre, nonostante le usanze funebri italiane possano sembrare simili in tutto il territorio, vi sono luoghi in cui la morte del defunto è accompagnata da tradizioni particolari e tipiche.

Coprire gli specchi

Tra le usanze funebri italiane più diffuse vi è quella di coprire gli specchi della casa del defunto con panni e coperte in maniera tale che nessuno vi si possa specchiare. Questa tradizione ha origini molto lontane nel tempo. Infatti, originariamente si pensava che l’anima della persona scomparsa potesse, attraverso lo specchio, manifestarsi e afferrare l’immagine riflessa di una persona ancora invita che vi passava davanti portandola con se nell’aldilà.
L’usanze di coprire gli specchi, inoltre, nasce da un’altra tradizione popolare secondo la quale l’anima del defunto potrebbe rimanere bloccata all’interno dello specchio nel momento in cui viene effettuata la veglia funebre alla quale partecipano parenti e amici della persona scomparsa. Nonostante questa sia una tradizione molto antica, in alcune zone d’Italia come ad esempio le regioni meridionali questa pratica è ancora largamente diffusa.

La posizione delle sedie durante la veglia

Durante la notte nella quale avviene la veglia al caro scomparso, tra le usanze più comuni vi è quella di posizionare alcune sedie intorno al feretro o al luogo in cui è stato adagiato il corpo. Questa usanza, oltre ad avere una funzione pratica permettendo ai relativi di riunirsi intorno al corpo in un momento di riflessione e preghiera porta con se anche un forte valore spirituale.
Infatti, ponendo le sedie tutte intorno, si permetterebbe alle altre anime (generalmente quelle di cari scomparsi) di poter entrare in contatto con il defunto per portarlo nell’aldilà con loro. Questo passaggio sarebbe dunque facilitato dalla presenza delle sedie che permetterebbero alle anime di raccogliersi e unirsi nella stanza della veglia.

Aprire porte e finestre

Un’altra tra le più comuni usanze funebri italiane è quella di aprire tutte le le porte e le finestre dell’abitazione in cui si trova il feretro.
Questo accade poiché si crede che l’anima del defunto debba lasciare la casa. Essa può trovare la via d’uscita attraverso gli infissi. Proprio per questa ragione le porte delle stanze all’interno della casa vengono lasciate aperte: per permettere all’anima di attraversare le stanze trovando l’uscita. Se questo non accade, l’anima del defunto rimane intrappolata tra le mura di quella abitazione.
A proposito di vie d’uscita, tra le usanze più comuni vi è anche quella di coprire il fumaiolo del camino. Questo impedirebbe che il cosiddetto uccello della morte si insinui all’interno dell’abitazione nella quale riposa il morto al fine di cavargli gli occhi.

Illuminazione delle stanze

Infine, una tra le usanze funebri italiane maggiormente diffuse vi è la credenza che, lasciando tutte le luci accese della casa nella quale riposa il corpo del parente o dell’amico scomparso, l’anima sia libera di aggirarsi per le stanze della casa senza che si trovi persa nel buio dell’abitazione. In questa ottica, i partecipanti alla veglia o i relativi che si recano in visita potranno portare in dono un cero per permettere all’anima di compiere il suo viaggio verso l’aldilà senza incontrare ostacoli.